martedì 28 febbraio 2017

Milano Fashion Week, Giorgio Armani a Milano sceglie la gonna pantaloni: c'è anche Linsdey Vonn

Chiamarla «pantagonna» sarebbe un peccato, perché fa subito vecchio, e invece non c'è niente di già visto nel calzone con sottana di Giorgio Armani, forse il capo più bello della collezione per il prossimo inverno presentata oggi a Milano. Lo stilista, che solitamente incontra la stampa dopo ogni sua sfilata, questa volta ha voluto che a parlare fossero solo i suoi abiti.



E sono capi che si presentano da soli, anche se poi, a domanda insistente, Armani risponde rivelando il nome della sorpresa di stagione: 'gonna-pantà. Il 'sottò mutante nelle sue varianti, con gonna davanti o dietro, bicolor o a tinta unita, è la punta di diamante di una sfilata punteggiata di novità, almeno per casa Armani. Subito dopo la presentazione della linea Emporio, il designer aveva detto che era arrivato «il momento di cambiare, di voltare pagina» perché «o fai qualcosa di nuovo o non esisti» e oggi ha fatto seguire alle parole i fatti. Ecco quindi colori accesi e vibranti, che nel teatro di via Bergognone finora non si erano mai visti: note di rosso rubino, viola ametista, verde smeraldo, blu intenso, mescolate tra loro o tagliate dal nero.  
Lo stile, quello è sempre, inconfondibilmente Armani: il pantalone a tulipano, con delle alette a petalo ad accompagnare le gambe, si abbina al giacchino corto con piccole fantasie geometriche; la blusina con la stampa di cagnolini va con la gonna a pannelli e gli stivaletti con profili in vernice; il blazer più morbido è in maglia a nido d'ape e nasconde una camicia con ventaglio plissé che accarezza il collo. Le giacchine di morbido mohair si accendono di colore e si combinano con i nuovi pantaloni cropped dalla linea vagamente a trombetta, il calzone di velluto cangiante è abbinato al coprispalle in perline con nappine o a quello tutto di frange multicolor.


Al posto delle classica banda da smoking, c'è una zip sul pantalone in velluto nero, ravvivato dalla giacchina jacquard con motivi di paesaggi andini. Sul blazer i revers sono solo disegnati, mentre il cappotto rosso tutto trapuntato abbina il matelassé a intarsi di mohair blu. Colorate e 'pelosettè anche le clutch e le borse da giorno, geometrici i grandi orecchini tondi, con ventagli plissé i guanti in pelle, maschili i cappelli, basse le scarpe. Accessori da mescolare secondo l'istinto, in modo poetico e personale, sottilmente irriverente.  
La sera è la versione avanguardista del giorno: il pantalone di raso blu o verde con la giacchina nera con revers di cristalli, l'abito nero lungo con i guanti al gomito con fiocchi ricamati, il pantalone da smoking con la banda ricamata di mille colori, il vestito nero con il tulle ricamato a velare lo scollo, le cinte di velluto annodato, fino al gran finale, tutto per il capolavoro di ricami e cristalli colorati su cui si spengono le luci. Un abito da Oscar, come quello indossato ieri sera da Viola Davis, premiata come migliore attrice non protagonista per il suo ruolo in Barriere di Denzel Washington. Come sempre, Armani ha vestito molti degli ospiti degli Academy Awards, tra cui Isabelle Huppert, Nicole Kidman, Emma Roberts, Denzel Washington, Mel Gibson e Leonardo Di Caprio. 

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