giovedì 19 giugno 2014

Taormina Film Festival: Matt Dillon e Bo Derek special guest, ma pochissimi li riconoscono




C'era Matt Dillon, stropicciato erede di James Dean, che si sforzava di parlare in italiano annunciando un progetto di documentario (El gran Fellove) e una serie tv alla Twin Peaks, Wayward Pines. E dicendo di aver apprezzato La Grande Bellezza («un film potente»), ma di trovare oggi «più interessante la tv del cinema».
E c'era anche la bionda Bo Derek, sogno proibito anni 80, accompagnata al festival di Taormina dal marito John Corbett, a sua volta sex symbol di Sex and The City. Entrambi divertiti dal disinteresse suscitato dalla loro presenza in città: «Nessuno ci ha riconosciuti - ha detto Corbett - Abbiamo visto i fotografi rincorrere Eva Longoria, nessuno che si girasse a guardare Bo».  Insieme da 13 anni, la supercoppia ha raccontato il proprio futuro professionale: per lui «la serie Sex Drugs and Rock'n Roll e un film con Jennifer Lopez», per lei «una serie crime che produco solo. Non recito». Fervente repubblicana, sostenitrice di Bush, allergica alla folla e agli autografi, oggi Derek ai film preferisce la cura degli animali, «specie i cavalli». Lontana dal cinema da anni, «il mio primo set fu 10 e fu l'unico in cui mi sono sentita a mio agio - ha detto - Ho cominciato giovane e se non ho perso la testa lo devo al mio primo marito: più grande di me di 30 anni, era un uomo cinico, mi ha incoraggiato a fare di testa mia».  Ma la vera star della giornata è stata un'altra, e non veniva dall'America. A settembre in tv nei panni di Oriana Fallaci, Vittoria Puccini è stata rincorsa e applaudita da un folto pubblico di adolescenti, fan del suo lavoro più popolare: Elisa di Rivombrosa. «Per me è stata una palestra - ha detto l'attrice - e sono felice che abbia ancora tanti fan. Elisa ha dimostrato, prima degli altri, che anche la televisione, se di qualità, ha un futuro».

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